ALLA VITA!

17 09 2009

Non mi stancherò mai dal sostenere che, per l’uomo, non vi è nulla di più importante della sacralità della vita. 

Non cesserò mai dal dare un, sia pure insignificante, contributo alla “convivenza pacifica” tra tutte le persone, qualunque siano la loro fede, l’etnia, le convinzioni sociali. 

Sarebbe così bello se, in questo unico mondo che ci “ospita”, si riuscisse a vivere tutti in pace. E’ possibile. Basterebbe immedesimarsi sempre nell’”altro” (ah, l’empatia!) e realizzare semplicemente il “vivi e lascia vivere”. 

Queste riflessioni trovano, ogni tanto, conforto nel constatare che vi sono anche non poche altre persone che la pensano come me. 

L’articolo, che ripropongo di seguito, ne è una testimonianza interessante. 

Lo pubblico integralmente. Mi sono permesso solo di evidenziare  alcuni punti in grassetto. Me ne assumo la responsabilità.   

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ALCUNE COSE CHE HO IMPARATO

di Peppe Sini

 

“Quod apud Graecos in proverbium cessit: talis hominibus fuit oratio qualis vita”

(Seneca, Ad Lucilium, 114, 1)

 

Il vantaggio di avere una lunga barba bianca, ovvero di essere ancora vivo a un’età in cui si sa di essere fortunati ad esserci arrivati, è che alcune cose dovresti averle imparate.

*

1. Ho imparato che la giusta e necessaria lotta di liberazione e di solidarietà dei popoli e delle classi oppresse deve essere nonviolenta, o sarà destinata alla sconfitta, ed in questa sconfitta sarà travolta l’umanità intera. La nonviolenza è la lotta di liberazione e di solidarietà che l’umanità intera raggiunge, convoca, riconosce, salva.

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2. Ho imparato che l’unica vera fondamentale misura della libertà di tutti è nella libertà femminile: una società – o una cultura – che nega la libertà delle donne è già il fascismo.

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3. Ho imparato che la civiltà umana si fonda sul riconoscimento dell’altrui umanità e sulla comune responsabilità per la biosfera. E che quindi l’uccidere e la guerra sono nemici assoluti dell’umanità, ed è compito dell’umanità intera e di ogni persona in cui essa si incarna contrastare la guerra e le uccisioni, e di esse tutti gli strumenti, gli apparati e le logiche.

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4. Ho imparato che non sarà la lotta armata (sia essa degli eserciti regolari degli stati arabi, della guerriglia di liberazione nazionale, del terrorismo fondamentalista) che potrà garantire la nascita di uno stato in cui il popolo palestinese possa vivere in libertà, sicurezza e benessere. Solo la pace garantirà la libertà e i diritti del popolo palestinese in uno stato di Palestina indipendente e democratico al fianco dello stato di Israele. Chi uccide o tenta di uccidere pretendendo di farlo in nome del popolo palestinese, del popolo palestinese è nemico.

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5. Ho imparato che nessuna guerra potrà mai garantire la sicurezza della popolazione dello stato di Israele e l’esistenza stessa di quello stato, anzi ogni guerra accrescerà il pericolo per essa ed esso. Politicanti irresponsabili e assassini facendo la guerra possono vincere le elezioni, certo; ma nessuno spargimento di sangue potrà portare pace, sicurezza, benessere. Solo la pace garantirà la sicurezza e il benessere della popolazione israeliana in uno stato di Israele sovrano e democratico al fianco dello stato di Palestina. Chi uccide o tenta di uccidere pretendendo di farlo in nome della popolazione e dello stato di Israele, del popolo e dello stato di Israele è nemico.

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6. Ho imparato che in Europa Hitler ha seminato tanti seguaci ed eredi che sono divenuti legione e prominenti non solo nei governi di destra e nelle gerarchie religiose, ma finanche nei gruppi dirigenti e nelle basi militanti della sedicente sinistra (che pertanto sinistra già non è più). Di solito costoro fingono di essere contrari ai pogrom, fingono di essere inorriditi dalla Shoah, fingono di non essere più razzisti. Ma ogni tanto, anzi fin troppo spesso, le loro parole e i loro gesti più banali e irriflessi tradiscono un loro più fondo pensiero e talune loro più profonde intenzioni, ed a me che soffro di nevralgia del trigemino e basta un nonnulla per sentirmi trafiggere quasi non passa giorno che non percepisca nelle parole di autorevoli religiosi, di neofascisti e razzisti in doppiopetto o in orbace, e di scalmanati, imprenditori e burocrati dello squadrismo che pretende spacciarsi per sinistra, le stesse frasi, gli stessi scarponi, lo stesso filo spinato, lo stesso corso di ferine pulsioni e di disumanate ideologie dei seguaci del Mein Kampf. La lotta contro Hitler non finisce mai. Alla lotta contro Hitler devi prendere parte tu oggi, dentro e fuori di te.

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7. Ho imparato che se riuscissimo, le persone di volontà buona tutte insieme, a promuovere la pace e la giustizia in terra di Palestina, fra dieci o cinque o tre generazioni non ci sarà più motivo per due stati diversi in quel luogo: venuta la pace, quelle popolazioni si riconosceranno sorelle, si riconosceranno infine una popolazione sola dalle molte preziose radici, una sola umanità come in effetti già sono, come in effetti già è l’umanità intera. Ma oggi, oggi, occorre che nasca subito lo stato di Palestina a fianco dello stato di Israele. Subito. Occorrono subito due stati indipendenti, sovrani, liberi, sicuri, democratici. E’ un passaggio urgente e indispensabile.

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8. Ho imparato che la massima sciagurata “il nemico del mio nemico è mio amico” è l’idiozia delle idiozie, la scelleratezza delle scelleratezze. Coloro che oggi sostengono i neonazisti del cosiddetto fondamentalismo islamico (ovvero i gruppi politico-militari che si spacciano per islamici, tradendo così l’islam nel suo fondamento stesso ed essendo pertanto in realtà anti-islamici) sono dei folli e dei criminali. Così come coloro che sostengono la deriva militarista e razzista del governo di Israele.

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9. Ho imparato che essere vivi è l’unico bene che abbiamo senza del quale altro bene non si dà. E che quindi l’uccidere è il crimine che l’umanità deve bandire per sempre.

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10. Ho imparato che la nonviolenza è l’unica politica adeguata ai compiti presenti dell’umanità.

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E’ stato detto: neminem laedere. E’ un buon inizio. E’ stato detto: tratta le altre persone come vorresti essere trattato tu. E’ una buona norma. E’ stato detto: ama il tuo nemico. Ed è ben detto. E’ stato detto: nessun essere umano è mio nemico. Ed è ancor più ben detto. Vi è una sola umanità, abbine cura.

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10 04 2013
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