M. L. KING – L’ANTISIONISMO

2 04 2009

In un « momento » in cui il livore antisemita si maschera, spesso e volentieri, con il termine « antisionismo », appare quanto mai attuale una famosa lettera scritta da Martin Luther King ad un suo amico antisionista nell’ormai lontano 1967.

Ne riporto la traduzione, rimandando al termine della stessa la versione originale in lingua francese.

 

 

La famosa lettera di Martin Luther King contro l’anti-sionismo nel 1967.

 

Una lettera del 1967, la cui eco risuona attualissima ancora oggi.

Nel mese di agosto 1967, il Pastore americano Martin Luther King, il cantore del pacifismo e della non violenza, che lotta contro la segregazione che interessa le popolazioni nere americane, che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1964, ha scritto questo testo di notevole valenza.

All’epoca  dell’ambigua e faziosa Conferenza delle Nazioni Unite sul razzismo, tenutasi a Durban nel Sud Africa, contraddistinta da un livore antisemita senza limiti, esternato platealmente dalle delegazioni di numerosi paesi, giunte soprattutto dal mondo arabo-musulmano, di fronte alle innumerevoli difficoltà che le delegazioni israeliane ed ebraiche, così come pure le organizzazioni non governative ebraiche, per potersi esprimere e farsi comprendere per proteggere se stesse [non solo dai vergognosi attacchi verbali] cercando solamente di far sentire le proprie ragioni per essere ascoltati, sono stati costretti a ritirarsi da quella infausta conferenza, insieme alla delegazione degli stati Uniti [e gli altri Stati? A quanti Ponzio Pilato si dovranno ancora addebitare immani massacri, non solo di Ebrei?].

I membri di queste delegazioni e organizzazioni ebraiche e israeliane hanno potuto trovare solo una risposta  all’istante ”T” di questo evento che macchia indelebilmente, ancora oggi, la storia dell’antisemitismo: far  stampare sulle T-shirt questo motto: Anti-sionismo significa anti.- semitismo”.

Detta frase fa [specifico] riferimento ad una lettera che Martin Luther King  aveva scritta ad un amico nel 1967.

 

MARTIN LUTHER KING: Lettera da un amico anti-semita.

 

Estratto da “Letter to an Anti-Zionist Friend”, di Martin Luther King [1]  

 

“(…) Tu dichiari, amico mio, che tu non odii affatto gli Ebrei, che tu sei solamente anti-sionista. Per questo dico che la verità risiede sulla cima della montagna, e che i suoi echi risuonano nelle verdi vallate della terra di Dio. Quando le persone criticano il sionismo, esse pensano agli Ebrei, e questa è  la verità di Dio.

L’antisemitismo, l’odio nei confronti del popolo ebraico, è stata e rimane una macchia sull’anima dell’umanità. Siamo pienamente convinti su  questo punto. E, di conseguenza, sappiamo anche questo: anti-sionismo significa intrinsecamente anti-semitismo [leggasi: ebraismo], e sarà sempre così.

Perché? Per il semplice motivo che il sionismo è niente meno che il sogno e l’ideale del popolo ebraico di tornare a vivere in pace nella propria terra. Il Popolo ebraico, ce lo dicono le Scritture, un tempo ha potuto vivere unito in Terra santa [oggi Israele: quasi un tabù, anche da parte del Vaticano, chiamare col nome proprio questo Stato]. Gli ebrei sono stati espulsi dai tiranni romani, quegli stessi Romani che hanno crudelmente ucciso Nostro Signore. Condizionati dal pensiero della loro patria, ossessionati dal ricordo della loro nazione in cenere, il popolo ebraico è stato costretto a vagare in tutto il mondo. Ancora una volta, un’ennesima volta [l’inizio fu l’esilio Babilonese], il popolo ebraico è caduto nelle mani di un tiranno che lo ha sottomesso.

Il Popolo Nero conosce, amico mio,  che cosa significhi soffrire i tormenti della tirannia sotto un giogo a lui imposto. I nostri fratelli in Africa hanno pregato, invocato, chiesto, preteso il riconoscimento e la realizzazione del proprio diritto naturale a vivere in pace per diritto naturale nel proprio paese. Per chi anela a conquistare questo diritto inalienabile di tutta l’umanità, dovrebbe essere facile comprendere e sostenere il diritto del popolo ebraico a vivere sulla terra dell’antica Israele. Tutti gli uomini di buona volontà, dovrebbero esultare al compimento della promessa fatta da Dio per il suo popolo, che possa vivere nella gioia sulla sua terra “ricostruita” da loro e prima rubata.

 

Questo è il sionismo, niente di più, niente di meno.

 

Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. E’ così facile.
Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico al’auto-determinazione.

Non devi essere un Ebreo per essere un sionista., allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.

Essere un sionista non significa ritenere che Israele sia perfetto o non faccia errori. E’ possibile sostenere l’aspirazione nazionale palestinese, e ancora essere un sionista [parole sante. Un credente potrebbe dire: Dio lo volesse!]. Come sionista è possibile essere in disaccordo con le politiche d’Israele, criticare apertamente il suo governo [quasi tutti gli intellettuali israeliani lo fanno. E quelli Islamici….?] E’ possibile intervenire per sollecitare i governanti israeliani a modificare il loro operato, fino a rimostrare nei loro confronti.[ Accade ogni giorno]

Ma non si può togliere il diritto ad Israele di esistere come Stato sovrano

per il popolo ebraico.

 

E che cos’è l’anti-sionismo?

 

E’ la negazione al popolo ebraico di un diritto fondamentale, che noi reclamiamo giustamente per la gente d’Africa e che deve essere giustamente accordato a tutte le nazioni della terra. Questa è una discriminazione contro gli Ebrei, amico mio, solo perché sono ebrei. In una parola è anti-semitismo. L’antisemita coglie ogni occasione per esprimere il suo odio criminale nei confronti degli ebrei. Il tempo ha reso impopolare in Occidente proclamare apertamente il suo odio nei confronti degli ebrei [ancora oggi?]. Stando così le cose, l’anti-semita deve inventare ogni volta nuove forme e nuovi preconcetti per il suo veleno.  Come dovrebbe gioire per questa nuova mascherata! Egli non odia gli ebrei, è soltanto anti-sionista. Amico mio, io non t’accuso deliberatamente di antisemitismo. So che è nel giusto chi sente come me un profondo amore per la verità e la giustizia, una repulsione per il razzismo, i pregiudizi, le discriminazioni. Ma io so che tu hai sbagliato, analogamente agli altri Stati che ritengono si possa essere anti-sionista, pur rimanendo fedeli ai principi che condividiamo sinceramente di cuore entrambi, tu ed io.

Anelo nel profondo del cuore e dell’anima che comprendiate questo. Quando le persone criticano il sionismo, si sbagliano: pensano agli Ebrei.

 

Martin Luther King 

 

[ 1 ] Saturday Review – XLVII (août 1967), p. 76 Rééd. Ristampa. p. 76.

In MLKing Jr,: “This I Believe: Selezioni da Scritti del Dr. Martin Luther King Jr” – (NY:1971), pp. 234-235.

Tratto da L.D.J (05/2005)

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VERSIONE ORIGINALE 

 

La fameuse lettre de Martin Luther King

Contre l’anti-sionisme dès 1967 

 

Une lettre de 1967 qui résonne encore de son écho

En Août 1967, le Pasteur américain Martin Luther King, le chantre du pacifisme et de la non violence, combattant la ségrégation touchant les populations noires américaines, qui avait obtenu le Prix Nobel de la Paix en 1964, écrivait ce texte remarquable. Lors de la fumeuse Conférence de l’ONU sur le Racisme qui s’est tenu à Durban en Afrique du Sud, et face au déchainement antisémite des délégations de nombreux pays principalement venus du monde arabo-musulman, face aux innombrables difficultés que rencontrèrent la délégation israélienne et les organisations non gouvernementales juives, pour s’exprimer, pour se protéger, pour se faire comprendre et seulement pour être écoutées, durent se retirer de cette Conférence damnée, avec la délégation venant des Etats-Unis.

Les membres de ces délégations et organisations juives ne trouvèrent qu’une seule réponse, à l’instant “T” de cet événement qui marque aujourd’hui l’histoire de l’antisémitisme : Inscrire sur des tee-shirts ces mots :

“Antisionisme signifie antisémite”. M. Luther King

Expression qui renvoyait à une lettre que M.L.King avait écrite à un ami en 1967.

MARTIN LUTHER KING : Lettre à un ami anti-sioniste

Extrait de “Letter to an Anti-Zionist Friend”, de Martin Luther King. [1]

Tiré de la Lettre de L.D.J (05/2005).

 

“(…) Tu déclares, mon ami, que tu ne hais pas les Juifs, que tu es seulement anti-sioniste. A cela je dis que la vérité sonne du sommet de la haute montagne, que ses échos résonnent dans les vallées vertes de la terre de Dieu : quand des gens critiquent le sionisme, ils pensent Juifs, et ceci est la vérité même de Dieu. L’antisémitisme, la haine envers le peuple juif, a été et reste une tache sur l’âme de l’humanité. Nous sommes pleinement d’accord sur ce point. Alors, sache aussi cela : antisionisme signifie de manière inhérente antisémite, et il en sera toujours ainsi.

Pourquoi en est-il ainsi ? Tu sais que le sionisme n’est rien moins que le rêve et l’idéal du peuple Juif de retourner vivre sur sa propre terre. Le peuple Juif, nous disent les Ecritures, vécut en union florissante sur la Terre sainte, sa patrie. Ils en furent expulsés par le tyran de Rome, les mêmes Romains qui assassinèrent si cruellement Notre Seigneur. Chassé de sa patrie, sa nation en cendres, le peuple Juif fut forcé d’errer sur le globe. Encore et encore, le peuple Juif souffrit aux mains de chaque tyran qui vint à régner sur lui. Le Peuple Noir sait, mon ami, ce que signifie souffrir les tourments de la tyrannie, sous un joug que l’on n’a pas choisi. Nos frères en Afrique ont supplié, plaidé, demandé, exigé la reconnaissance et la réalisation de leur droit naturel à vivre en paix sous leur propre souveraineté, dans leur propre pays. Pour quiconque chérit ce droit inaliénable de toute l’humanité, il devrait être si facile de comprendre, de soutenir le droit du peuple Juif à vivre sur l’antique terre d’Israël. Tous les hommes de bonne volonté se réjouiront de la réalisation de la promesse de Dieu, que son peuple retourne dans la joie sur la terre qui lui a été volée. C’est cela le sionisme, rien de plus, rien de moins.

Et qu’est l’anti-sionisme ?

 

C’est le déni au peuple Juif d’un droit fondamental que nous réclamons à juste titre pour le peuple d’Afrique et accordons librement à toutes les nations de la terre. C’est de la discrimination envers les Juifs, mon ami, parce qu’ils sont Juifs. En un mot, c’est de l’antisémitisme. L’antisémite se réjouit de chaque occasion qui lui est donnée d’exprimer sa malveillance. L’époque a rendu impopulaire, à l’Ouest, de proclamer ouvertement sa haine des Juifs. Ceci étant le cas, l’antisémite doit à chaque fois inventer de nouvelles formes et de nouveaux forums pour son poison. Combien il doit se réjouir de la nouvelle mascarade ! Il ne hait pas les Juifs, il est seulement antisioniste. Mon ami, je ne t’accuse pas d’antisémitisme délibéré. Je sais que tu ressens, comme je le fais, un profond amour pour la vérité et la justice, et une révulsion envers le racisme, les préjugés, la discrimination. Mais je sais qu’on t’a trompé, comme d’autres l’ont été, en te faisant croire que tu pouvais être antisioniste tout en restant fidèle aux principes que nous partageons, toi et moi, du fond du coeur. Que mes paroles sonnent dans les profondeurs de ton âme : quand les gens critiquent le sionisme, ne te trompe pas, ils pensent les Juifs.”

 

Martin Luther King

 

[1] Saturday Review – XLVII (août 1967), p. 76 Rééd. In M.L.King Jr, This I believe : selections from the Writings of Dr. Martin Luther King Jr.

 

 

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6 responses

3 04 2009
claudiodellavalle

Questa è la testimonianza di un grande uomo. L’autorità morale di Martin Luther King è grande ed indiscutibile; sono contento abbia espresso questa valutazione, parlando come ad un amico, per farlo ragionare. Il ragionamento qui espresso ha il peso ed il valore di una grande sentenza di giustizia. Anche coloro che non possono, per vari motivi, farsi un quadro esauriente e diretto del contenzioso antisionista ed antisemita che tuttora permea incredibilmente molte coscienze e molti contesti culturali, possono in questo modo avere un punto di riferimento altissimo, certo e luminoso, a meno di voler essere dei puri cultori dell’egoismo individuale e della prevaricazione più immotivata. Ho sempre considerato un segno inequivocabile di vigliaccheria ed incapacità l’uso di condannare i tutti per la colpa (vera o presunta) di pochi. A maggior ragione nel campo dell’antigiudaismo la gratuità assoluta dei pretesti e delle giustificazioni è più che evidente, ma è scritto e motivato da molto tempo che i migliori sono sempre oggetto di odio senza ragione.

27 06 2011
Alberto Del Moro

ed è questo che devono capire gli uomini troppo facili a cadere nell’antisemitismo ed accettare di essere in errore una volta per tutte!

15 02 2013
e.ricci

Semplicemente “Grande”

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