GIOVANI VINCENTI

9 03 2009

Nessun insegnamento intendo impartire, ma solo fare alcune riflessioni a ruota libera.

Su chi? Sui giovani, il futuro della società.

Alcuni di essi (non la maggioranza, per fortuna) rinunciano spesso e volentieri ad appropriarsi del tesoro insito nelle loro attitudini innate. Che hanno solo bisogno di essere “scoperte” (poiché generalmente “latenti”), utilizzate, potenziate.

Si fanno invece, questi giovani, deviare dal gruppo, che spesso assume le vesti del branco. Offrono completamente se stessi alle droghe (il Moloc odierno), nella speranza di trovarvi una facile felicità.

Oppure, sfogano la loro rabbia contro i più deboli e indifesi (donne, bambini, handiccapati, invalidi, ecc) talvolta con una violenza e crudeltà tali da non poter essere spiegate (e ancor meno giustificate) in alcun modo, tanto esse sono assurde.

Questi giovani, buttano via, letteralmente, la vita che potrebbe essere meravigliosa, utile per se stessi e per la società.

Non vale la pena di riflettere almeno un po’, al fine di “andare incontro” alla vita, invece che buttarla?

Io ci voglio provare perché, spesso e volentieri, anche delle “banalità” possono essere utili per riflettere su “cose importanti”.

Una opportuna premessa. Ogni successiva considerazione prenderà lo spunto dalla constatazione che ciascun giovane (come ogni persona in generale) è, tra i tanti, un essere unico, irripetibile.

Ecco alcune mie riflessioni in proposito.

I giovani saranno vincenti nel momento in cui non butteranno via la vita stupidamente, anzi sapranno lottare per conferirle il valore che merita.

 

Non arrendetevi, lottate sempre.

 

Dovete avere autostima di voi, purchè essa sia ben riposta. Voi abbiate, cioè, fatto (studi o quant’altro) tutto quanto era vostro dovere fare (per voi, non per gli altri).

 

Credete in voi e nelle vostre capacità.

 

Cercate in voi stessi la forza (ce l’avete di sicuro) per affrontare la vita (per la verità, non sempre semplice!).

 

Siate forti, perché lo siete.

 

Non cercate rifugio o, peggio ancora, la felicità (una pura chimera) nella droga (un fuggire illusorio). La vita vi aspetta, e non fa sconti, anzi presenta, in caso di scelte errate, il conto con “interessi” talvolta molto pesanti.

 

Non cercate illusorie felicità, ma fate tesoro dei molti esempi “positivi” che provengono dalle vostre famiglie (voglio sperarlo) e, talvolta, anche  dalla società..

 

Non buttate via un’esistenza che può divenire meravigliosa, soltanto che  voi lo vogliate. Anche andando incontro alla morte, vostra e di altri innocenti, in automobile dopo aver bevuto o assunto droga.

 

Non sprecate, buttandola via, la vita.

 

Non cercate la forza nel branco o nel gruppo che sia. Questa è una palese manifestazione di debolezza, di vigliaccheria. Voi non ne avete affatto bisogno, ricordatelo sempre.

 

Non siate forti con i deboli, vigliacchi con i forti..

 

Cercate nel profondo di voi stessi quali siano le vostre carte vincenti. Ognuno di noi ha sempre qualcosa in più rispetto agli altri: individuatela, potenziatela, sfruttatela. Qualunque essa sia. Anche l’aspetto fisico, purchè sia utilizzato onestamente, ma con intelligenza e furbizia. Pure esso può rappresentare la carta vincente per la vita che, ricordiamocelo, è unica e una sola.

 

Avete sicuramente qualcosa di più di ogni altro: cercatelo e individuatelo.

 

Ognuno, facendo leva sulle proprie doti, attitudini innate, o quant’altro, può diventare “qualcuno”, senza dover rincorrere mete che non sono alla sua portata. Se uno è predisposto per lo sport, lo pratichi. Magari non diventerà un asso, ma potrà comunque raggiungere traguardi soddisfacenti, e avrà modo, in ogni caso, di realizzarsi.

Siete portati nello scrivere e avete fantasia? Scrivete: dai oggi, dai domani, vedrete che qualcosa di buono scaturirà.

Sapete cantare, recitare, siete portati per la matematica e per le materie scientifiche? Seguite queste vostre attitudini. Solo facendo con piacere le cose, esse possono riuscire bene, e non solo mediocremente.

 

Fate al meglio ciò che vi riesce e piace di più: è la carta che vi farà divenire dei “vincenti”.

 

Siate perseveranti, non abbattetevi mai. L’intelligenza senza impegno, poco può, così come l’impegno senza un minimo di intelligenza. L’abbinamento delle due può portare all’eccellenza.

 

Perseveranza, pazienza, intelligenza: doti estremamente utili per distinguervi dagli altri giovani.

 

 Prendete nelle vostre mani il vostro destino. Siate protagonisti, non comprimari o anonime comparse sul palcoscenico della vita.

Per divenire dei vincenti, siate sempre la motrice, mai il rimorchio.

E’ vero che spesso e volentieri il destino (ma esiste veramente?) è condizionato da eventi completamente al di fuori della nostra portata. Non possiamo farci nulla. Ma è anche molto ciò che noi possiamo operare per condizionarlo in base alle nostre scelte, voleri, desideri.

 

Siate protagonisti, non comprimari.

 

Siate orgogliosi di voi stessi: non siete rari, bensì unici.

Volli, sempre volli, fortissimamente volli: era questo il motto di Vittorio Alfieri. Fate che diventi anche il vostro.

 

Ponetevi un obiettivo ambizioso, ma alla vostra portata. Lo raggiungerete.

 

La creatività, la genialità non si possono insegnare: altrimenti non sarebbero tali. Ma una cosa ha sempre accomunato e contraddistinto i Grandi come Einstein, Michelangelo, Freud, Leonardo da Vinci, Fermi ecc: la loro ferrea convinzione di voler raggiungere i propri obiettivi, una enorme tenacia, una spiccata personalità. In poche parole l’essenza stessa della loro unicità.

Siate trascinatori, infondete entusiasmo. Non siano gli altri a portarvi al guinzaglio, possano essi essere gruppo, branco, od anche droghe che annebbiano tutto: volontà e capacità di decidere da se stessi, per se stessi.

 

Siate dei leaders, non demordete, impegnatevi sempre.

 

Non dite: non ci riesco. Provateci. Non dite: non so. Cercate di saperlo. Non dite: non sono bravo come lui (lei). Forse in alcune cose effettivamente no, ma in altre certamente  sì. 

Voi siete voi. Non imitate alcuno. Prendete esempio, sì, ma come stimolo per migliorarvi. Per essere dei vincenti, siate sempre voi stessi, non la fotocopia di qualcuno, chiunque esso sia.

Ecco, al proposito, una delle tantissime, gustose storielle ebraiche.

Si racconta che prima della sua morte, Rabbi Sussja di Hanipol, disse: Nel mondo a venire, non mi si chiederà: Perché non sei stato come Abramo, perché non sei diventato Mosè? Mi si chiederà semplicemente: Sussja, perché non sei stato Sussja?”

 

Siate sempre voi stessi.

 

Mio nipote David di 11 anni, cui ho fatto leggere l’articolo, mi ha suggerito un’ulteriore considerazione.

Talvolta, forse anche spesso, alcuni ragazzi “disadattati” lo diventano a causa di esempi negativi che ricevono all’interno della propria famiglia. Che  non raramente, sfociano in veri soprusi (un eufemismo?) nei confronti del minore. Che, giustamente, si ribella. Che arriva ad odiare i suoi e, di riflesso, l’intera società. E reagisce scaricando la sua collera attraverso comportamenti quantomeno riprovevoli.

Questa è certamente una “motivazione”, mai però una giustificazione ad arrivare a fare del male ad esseri innocenti, nè a “buttare via” una vita che potrebbe divenire colma di soddisfazioni.

Quanti ragazzi disadattati sono diventati dei vincitori nell’agone della vita, incanalando le loro energie vitali verso uno sport (calcio o pugilato che sia),  scoprendo di possedere una bella voce, e così via!

Questi giovani sono “ammirevoli” due volte: perchè hanno intuito quali fossero le loro vere carte vincenti  che li distinguevano dagli altri, e soprattutto perchè sono riusciti a trasformare le avversità, i soprusi che hanno dovuto subire loro malgrado, in opportunità per una vittoria nella vita, anzichè subire una disfatta.

Prendiamo esempio, noi adulti, sappiano imitarli,  i giovani.

 

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