I Cristiani visti dal Corano

7 09 2007

PRESENTAZIONE

Sotto il termine di Cristianesimo sono raggruppate chiese molto diverse e, a volte, in polemica tra loro. Secondo il World Christian Trends (2001) i cristiani sono complessivamente il 33% degli abitanti del globo, di cui i cattolici 17,5% e i protestanti 5,6%. Attualmente il cristianesimo risulta essere la religione più diffusa al mondo con circa 2,1 miliardi di fedeli.Molto meno accurate risultano essere le stime numeriche riguardanti l’Islamismo. Si valuta che, nel mondo, i fedeli di questa religione siano orientativamente tra 900 milioni e 1,4 miliardi [1].

Per quanto indicativi risultino essere questi dati, emerge che, in termini numerici l’insieme di cristiani ed islamici costituisce la grande maggioranza di seguaci religiosi nel mondo.

L’Islam è pertanto la religione professata da circa un miliardo di persone in tutto il pianeta e, vale la pena di rimarcarlo, non solo nei paesi arabi.

I terroristi, gli integralisti, i fondamentalisti islamici non hanno nulla a che fare con l’Islam, anzi è lo stesso che viene ad essere strumentalizzato dai medesimi (che non hanno altra ideologia se non quella di seminare odio e morte, anche immolando se stessi) solo allo scopo di fomentare l’intolleranza verso gli “altri”.

La dottrina degli integralisti volgarizza alcuni aspetti decontestualizzati dal Corano (il Libro Sacro dei musulmani) per inventare e dare adito ad una utopistica strategia di potere, una pseudoislamizzazione del mondo intero, contro tutti, credenti e non credenti, uomini e donne, politici, intellettuali, religiosi, musulmani, ebrei e cristiani. E’ però altrettanto vero, ad avviso di chi scrive, che tutto ciò non è in alcun modo addebitabile alla religione musulmana in quanto tale né, ancor meno, a ciò che è contenuto nel Corano [2].

E’ soprattutto sulla base di questa ferma convinzione che mi sono letteralmente “tuffato” a leggere e ad analizzare con estrema attenzione questa Sacra scrittura degli Islamici.

Ne è derivato già un saggio “Gli Ebrei alla luce del Corano” [3].

A tal punto, ho considerato che l’analisi sarebbe stata incompleta se non mi fossi accinto a spingermi oltre, verificando anche come il Corano consideri i Cristiani e, ovviamente, il Cristianesimo.

Ho ritenuto che ciò fosse opportuno anche in considerazione del fatto che, in ogni caso, gli osservanti della religione cristiana sono numericamente assai più consistenti degli Ebrei.

Tutto ciò premesso, prima ancora di riportare quanto emerso dallo studio che ho portato a termine, mi sembrano opportune due precisazioni di carattere generale.

· In primo luogo, voglio evidenziare con risolutezza che, attraverso il lavoro che ho sviluppato, non è stata mia intenzione trattare in alcun modo il rapporto esistente tra Islamismo ed il resto del mondo, né sotto il profilo sociologico né, ancor meno, sotto quello classificabile come “politico” in senso lato. Per chi, invece, fosse interessato ad approfondire proprio questi specifici aspetti, suggerirei di consultare soprattutto le opere di Bernard Lewis e di Hans Kung (ma molte altre, altrettanto autorevoli, ve ne sono).

In Bibliografia ne sono riportate solo alcune, essendo entrambi scrittori molto prolifici, oltrechè riconosciuti a livello internazionale.

· In secondo luogo, deliberatamente mi sono assolutamente imposto di non esprimere alcun giudizio personale su quanto esposto, ma solo analizzare esclusivamente quanto riportato dal Corano con animo e mente aperti, sgombri da qualunque pregiudizio. Ho inteso farlo, convinto come sono che un Libro Sacro non può che sollecitare l’uomo (la persona) a fare il bene, facendogli conoscere il “male” solo al fine di poterlo evitare. Personalmente ritengo che il male non è fuori di noi. E’ solo la persona che, tramite il proprio libero arbitrio, può utilizzare l’intelligenza che il Creatore le ha donato a fini di bene, e non per produrre “crimini” contro l’Umanità.

Ed è proprio a questo fine che ogni successiva puntuale indicazione farà sempre unico e rigoroso riferimento a quanto riportato in bibliografia. Nel caso in cui ciò venisse a mancare, rimane implicito che ogni valutazione sarà estrapolata esclusivamente dal testo di Alessandro Bausani [2] nella sua interezza (commenti compresi).

Ogni qual volta mi accingo a sviluppare un nuovo lavoro, mi pongo prima alcune domande.

Innanzitutto, che cosa voglio dire o che messaggio intendo inviare.

A riguardo del tema in argomento, la risposta è insita nel titolo stesso del saggio elaborato.

Dopo di ciò, mi chiedo se lo scritto possa suscitare qualche interesse.

In proposito, ritengo che l’utilità di questo lavoro vada ricercata soprattutto nel fatto che, chiarendo alcune cose, si potrebbero eliminare molti preconcetti che entrambe le religioni, la Cristiana e l’Islamica, hanno spesso l’una nei confronti dell’altra.

Se la risposta a quest’ultimo interrogativo è positiva, cerco di verificare a chi e perché il lavoro possa risultare interessante.

Nello specifico credo che un saggio di questo genere possa essere utile sia ai Cristiani sia ai Musulmani.

I primi potranno verificare che il Corano, nel suo insieme, non è loro ostile, anzi è prodigo di apprezzamenti positivi, non solo nei confronti di Gesù, ma anche di Maria, degli Apostoli, ecc. Molti lettori, probabilmente, arriveranno anche a sorprendersi per considerazioni tanto positive.

Per quanto concerne i Musulmani, essi potranno verificare come falsi preconcetti nei confronti dei Cristiani possono anche trarre origine da vari testi, ma non certamente dal Corano, il loro Libro Sacro per antonomasia.

Tutto ciò premesso, intendo mettere fin d’ora in evidenza il fatto che questo lavoro non ha alcuna presunzione di voler dimostrare alcunché, ma ambisce solo a far riflettere il lettore su un argomento che, sia pure indirettamente, si ritiene possa avere riflessi di grande interesse e di non piccola portata.

Sarei comunque già appagato se questo breve saggio potesse solo costituire uno strumento idoneo ad offrire un sia pur minimo contributo alla comprensione e al riavvicinamento (che in un passato non troppo lontano già c’erano e, spesso, in modo eloquente) tra islamismo e cristianesimo.

Intendo sottolineare ancora una volta che lo studio che ho svolto riveste soltanto un carattere, diciamo così, puramente “teologico” (nella fattispecie inerente a ciò che è riportato nel Corano) e null’altro, avendo io avuto come unico obiettivo quello di analizzare, solo ed esclusivamente, come i Cristiani vengano considerati nel contesto di questa Sacra Scrittura.

Scopo primario del mio lavoro è far conoscere, certamente a grandi linee e non in modo puntuale né, ancora meno, esaustivo, il contenuto del Corano, focalizzando l’attenzione su una ben “specifica tematica”.

Il fatto che detta analisi venga sviluppata da un “non” Musulmano, penso possa anche offrire al saggio una prospettiva particolare, non di parte.

Infine, il presente studio intende, anche, verificare quale spazio vi sia per un possibile dialogo tra le due religioni monoteistiche (non trascurando l’ebraismo, dal quale entrambe traggono alimento), senza avere per ciò stesso la presunzione di suggerire alcunché.

Il dialogo interreligioso dovrebbe configurarsi come un confronto civile, non una contrapposizione che, secondo lo scrivente, non ha ragione d’essere, se si vuole comunque evitare un assurdo, quanto estremamente pericoloso ed immotivato, “scontro” di civiltà e di religione.

Poiché ogni mio scritto nasce, soprattutto, dalla volontà di mettere a confronto le mie idee con quelle degli altri, non mi nascondo l’augurio che lo stesso abbia la diffusione che ritengo possa meritare.

Proprio per questo motivo, mi propongo fin d’ora:

· di usare un linguaggio semplice ed immediato, al fine soprattutto di non annoiare chi legge. Infatti, non è assolutamente mia intenzione rivolgermi a studiosi o, come si suol dire, agli addetti ai lavori, ma piuttosto a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sono interessati alla tematica;

· di evidenziare quegli aspetti che possono fare di questo lavoro un “qualcosa” che sia di una pur trascurabile utilità. La sua lettura dovrebbe soprattutto offrire uno stimolo per riflettere ed argomentare. Si è del parere che solo per il tramite di un confronto tra le persone possano scaturire punti di intesa, invece che divisioni. La “diversità” è una fonte di ricchezza per tutti, purché si tratti di diversità “aperta” verso gli altri, e mai “chiusa” in se stessa;

· di argomentare solo quanto strettamente necessario alla comprensione della tematica, rimandando ogni approfondimento ad altri testi;

· di essere sintetico ancorché esaustivo, affrontando in modo organico l’intera problematica.

Queste note aspirano ad offrire uno stimolo “per” una migliore conoscenza reciproca, e niente affatto costituire uno strumento “contro” qualsivoglia persona, collettività o comunità nel suo insieme.

Comunque, prima di affrontare un argomento così impegnativo e delicato, diviene doveroso fare una indispensabile premessa.

L’Islam è una religione che fonda la sua essenza su un monoteismo assoluto. Ne consegue, ovviamente, che agli “occhi” di questa fede la figura di Gesù venga spogliata di quella Divinità che è, invece, costitutiva della Religione cristiana.

Per l’Islam, affiancare ad Allah, Uno e Unico, qualsivoglia essere “mortale” è assimilabile ad una bestemmia.Ciò premesso, è per contro da evidenziare con altrettanta enfasi che Gesù (e con lui sua madre Maria) è destinatario nel Corano della massima considerazione, alla pari di Abramo, Mosè e (quasi) dello stesso Maomentto. Nell’Islamismo, Gesù riceve apprezzamenti religiosi che superano di gran lunga la considerazione “esplicita” che egli ha nel contesto di qualsiasi altra religione.

Ancor prima di affrontare lo specifico tema in argomento, ritengo opportuno fornire qualche sintetico ragguaglio sul Corano, il Libro Sacro dell’Islam, e sul suo contenuto.

Scarica l’intero documento: Cristiani e Corano

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2 responses

28 08 2014
Dag Tessore

Buongiorno,
sono Dag Tessore, un ricercatore nel campo del dialogo tra Islam e Cristianesimo e autore di numerosi libri sull’argomento, specialmente con l’Editrice Città Nuova. Mi permetto di informarvi che è appena uscito in libreria in Italia il mio volume “Dialogo sull’Islam tra un padre e un figlio” (Ed. Fazi), con introduzione di Franco Cardini.
Sono certo che il libro potrà interessarvi, a motivo delle tesi alquanto inedite che propone sul rapporto tra Islam e Cristianesimo (per la prima volta viene asserito, con prove tratte dal Corano e dagli hadith, che l’Islam originario non negava affatto la crocifissione e resurrezione di Gesù, né la sua qualità di Figlio di Dio).
Potete trovare ogni altra informazione sul libro qui: https://dagtessore.blogspot.com.
Porgo i mie più distinti saluti,
Dag Tessore

2 10 2016
anonimo

in realta l’Islam è l’unica religione che non è cambiata nel tempo, da quando è stata rivelata è sempre la stessa. invece le altre religioni cambiano sempre… perciò l’Islam originario è questo di adesso.
se andiamo a studiare il Cristianesimo primitivo scopriamo che esistono delle molte fonti, omesse dalla chiesa, che negano la crocifissione di Gesù psl. inoltre Paolo è l’inventore del Cristianesimo, lui che non ha mai conosciuto Gesu di persona. lo dice lo studioso del Cristianesimo primitivo David Donnini.

distinti saluti.

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