Da tempo mi sto chiedendo come mai tante personalità politiche, religiose, “letterati”, addirittura il Papa, spesso e volentieri insistono nel citare la persona “umana” (e, più volte, anche a scriverlo).
Esiste l’essere animale e l’essere umano, ma non la “persona animale” (anche se, per la verità, su questo ci sarebbe qualcosa da dire!).
Corrado Augias, al quale ebbi modo di palesare questa mia perplessità, mi rispose gentilmente: “Ha ragione, è una ridondanza pleonastica”.
Ora, “ridondanza” è l’atto del traboccare, del sovrabbondare. “Pleonastico” è sinonimo di abbondante, eccessivo. Non sono, allora, fuori luogo addirittura due “eccessi”?
Perché mi permetto di sottolineare questo aspetto, a prima vista trascurabile?
Per la ragione che, a mio modo di vedere, esso riflette, pur nel suo piccolo, la propensione di molti ad andar “dove porta la corrente”, senza riflettere, in modo acritico.
I modi di dire, le ripetizioni continue di frasi fatte, tolgono spesso il carattere di soggettività al proprio argomentare e pensare. Se poi le stesse sono addirittura imprecise, si può rischiare un parziale intorpidimento della mente.
Una lettrice, in proposito, ha rilevato quanto segue.
Mi pare che “persona umana” sia concettualmente sovrapponibile a “persona fisica”, concetto che ha un significato preciso in contrapposizione alla cosiddetta “persona giuridica”, che è il soggetto idoneo a divenire titolare di diritti e obblighi o più in generale di situazioni giuridiche soggettive.
Poichè i riferimenti alla “persona umana” sono invece spesso usati nei confronti dell’embrione o del feto (che giuridicamente non è “persona fisica” bensì appunto soggetto incapace di agire, ma titolare di diritti), mi pare evidente che l’uso del termine, in tutta la sua ridondanza, è funzionale allo scopo di caricare di emotività le affermazioni dei citati personaggi.
Questa è la mia opinione.
Rispetto, ovviamente, questa opinione, ma non la condivido.
Ciò, in quanto ritengo che si tratti di due concetti dissimili. Infatti, le mie considerazioni attengono alla correttezza di linguaggio, sia scritto sia parlato. Nulla hanno a che vedere sul come l’individuo venga valutato in ambito giuridico.
Inoltre, l’aggettivo umano (che qualifica l’individuo) non è affatto sinonimo di fisico.