EVOLUZIONISMO e CREAZIONISMO

3 11 2007

PRESENTAZIONE

Ho inteso anteporre, provocatoriamente, evoluzionismo a creazionismo.

Non è possibile, infatti, trattare del “cambiamento” di un soggetto,  ancor prima che lo stesso sia (in un modo o in un altro) “comparso” sulla terra.

Ci si potrà chiedere che cosa abbia a che fare questa tematica con il dialogo interreligioso con cui intendo caratterizzare tutti i lavori pubblicati su questo blog.

Invece c’entra. Come si avrà modo di analizzare ed evidenziare, anche questo argomento è stato, e tutt’ora è, fonte di diatribe (anche violente), intolleranza verso le idee altrui, prepotenza nel volere che tutti  credano allo stesso modo.

Personalmente ritengo che, invece, vi sia spazio per pensare (su quanto non è dimostrabile, né razionalmente né scientificamente) in modi differenti, ancorchè niente affatto  inconciliabili tra loro. 

Ma andiamo ad affrontare questo tema.

Dunque, creazionismo ed evoluzionismo. Ma perchè l’un contro l’altro armati?

Personalmente, mi ripeto, non credo ci sia inconciliabilità tra le due concezioni.

Cercherò, per quanto mi è possibile, di argomentare questa mia convinzione.

Innanzitutto, sotto un profilo puramente scientifico (dimostrazione di una verità) è una diatriba senza senso, dal momento che non conduce a nulla. E’ in analogia al voler dimostrare che una religione è superiore (in quanto detentrice della Verità assoluta) alle altre.

Ancora più emblematico è il fatto che tale polemica non riguarda solo i teologi e gli scienziati, ma va oltre: ne viene coinvolta anche la politica.

Il 4 ottobre 2007 il Consiglio d’Europa ha adottato (a larga maggioranza) una risoluzione, la numero 1580/2007, che promuove la conoscenza scientifica e critica l’insegnamento del creazionismo e del cosiddetto “intelligent design”. Solo la rappresentanza italiana ha “ribaltato” tale maggioranza.

Che assurdità!

Una premessa di carattere generale.

Con queste note non intendo in alcun modo prendere parte dell’una o dell’altra concezione (creazionismo o evoluzionismo) né, ancor meno, ho la presunzione di dimostrare (!?) alcunché.

Mi propongo solo di evidenziare tutta l’assurdità di una polemica sterile ed inutile. A mio avviso non sussiste, infatti, una assoluta “inconciliabilità” tra le due concezioni in argomento.

Mi riprometto, a tal fine, di sintetizzare al massimo i due “pensieri” e metterli a confronto per motivare la mia personale (quindi opinabilissima) convinzione che possano sussistere più punti su cui concordare, che quelli per i quali portare all’infinito la polemica.

Più che un confronto tra due correnti di pensiero, perchè in definitiva di questo si tratta, si è protratto nel tempo un vero e proprio duello, cercando di dimostrare le proprie tesi solo al fine di “demolire” quelle dell’altra parte. 

Entrambe le concezioni in argomento cercano, come si avrà modo di analizzare più nello specifico, di “dimostrare la verità” basandosi sulla ragione e su tesi (cosiddette) scientifiche.

Tuttavia i quesiti che si pongono (il genere umano è stato creato da Dio? L’uomo, la vita, sono stati generati per caso, spontaneamente?) costituiscono una “domanda senza risposta” [1]. 

Henri Poincarè affermava che “Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni altrettanto comode che, l’una come l’altra, ci dispensano dal riflettere”.

I creazionisti (ancorchè non tutti in blocco) credono nell’esistenza di Dio alla stregua di un “dogma”.

Gli evoluzionisti dubitano di tutto e rigettano qualunque cosa non sia puramente materiale.

Io mi sforzo di riflettere, essendo convinto che l’uomo non può avere la “certezza” dell’esistenza del Signore, ma solo “credere” nella stessa (si veda il mio Credere nello Inconoscibile).  

Recentemente mi è caduto l’occhio su un libro appena edito, che titolava pressappoco così: “Dimostrazione della non esistenza di Dio” (il grassetto è mio).

Io potrei scriverne uno in risposta: “Dimostrazione dell’esistenza di Dio”.

Entrambi avremmo fatto un lavoro apprezzabile solo da chi già “fa sua” l’una o l’altra concezione. Entrambi non avremmo dato alcun contributo utile sull’argomento.

Al pensiero “limitato” dell’uomo non è possibile dimostrare l’indimostrabile.

Attualmente la stragrande maggioranza dei biologi (oltre il 99%) considera che la teoria di Darwin sia fondamentalmente corretta.

Ma non è assolutamente vero che la maggioranza abbia sempre ragione.  

Nonostante ciò, negli Stati Uniti una parte significativa della popolazione è contraria all’evoluzione a causa di pregiudizi religiosi [2].

Chi ha la presunzione di essere l’unico depositario della Verità Assoluta, erra.

L’unica cosa certa è che tutto è incerto.

CREAZIONISMO

Il postulato principale di questo modello è nel ritenere che tutto ciò che costituisce il mondo (tanto la materia, quanto gli esseri viventi tutti) sia stato creato dal nulla, unicamente per volontà ed opera di Dio.

I creazionisti sostengono che tutte le cose, uomo compreso, abbiano avuto origine in modo perfetto, ognuna con la sua propria forma e funzione. I modelli biologici come si presentano a noi oggi giorno, sarebbero stati conservati in modo fedele a come si presentavano all’atto della loro creazione.

Questa è la corrente di pensiero denominata fissista, vale a dire conseguente ad una creazione una tantum, un fatto compiuto una volta per sempre.

Sorge, però, una domanda. Come si motiva l’”immutabilità della specie”, il fatto cioè che l’uomo e gli animali tutti siano stati creati una tantum ?

Adamo non poteva essere, al momento della sua creazione, al contempo di pelle scura, gialla, bianca, olivastra.

Ci deve, allora, essere stata un’evoluzione, un cambiamento che dir si voglia.

E per quanto riguarda gli animali, come si giustifica la “ibridazione”, certamente databile posteriormente alla Creazione. Nel momento di questo “atto” si potevano annoverare tra gli animali il cavallo, l’asino ma non  il …mulo.

Genesi 1,24 E Dio disse: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: animali domestici, rettili e fiere della terra, secondo la loro specie”. Analogamente che per gli esseri acquatici e per i volatili, Dio disse loro di essere fecondi (il proprio seme secondo la propria specie – Gen. 1,12) e di moltiplicarsi (Gen 1,22).

A tal punto vale la pena di evidenziare  anche che a riguardo della concezione creazionista non esiste questo solo ed unico pensiero.

Oltre alla fissista, appena considerata c’è, infatti, un’altra corrente di pensiero la quale ritiene che, all’atto della creazione, le entità basilari contenevano un elevato potenziale di variabilità.

Ne consegue che, in base a tale concezione, ci possa essere comunque lo spazio per una modificazione degli esseri viventi (uomini, animali, vegetali), pur sempre limitata all’interno delle entità create all’inizio [3].

Un’ulteriore teoria creazionista ritiene che la Natura, includente l’uomo, prosegue l’opera iniziata dal Creatore (con ciò concorda anche il Corano [71,14]). Vale a dire che si ipotizza, in tal caso, la possibilità di un cambiamento, una mutazione, un perfezionamento che dir si voglia, sempre però deciso da Dio.

Ma non ci si ferma qui. Esistono aggiuntive correnti di pensiero, addirittura ipotesi anche alquanto fantasiose.

Tra esse vanno annoverate le teorie dell’epigenesi e della preformazione.

Secondo l’ipotesi dell’epigenesi, tutte le parti di un nuovo individuo si formano ex-novo nel corso dello sviluppo embrionale, non essendo già contenute come tali nell’uovo. Aggiungo io: e nello spermatozoo, senza il cui contributo non si genera la vita, voluta proprio da Dio.

Genesi 1,27 Maschio e femmina li creò.

Genesi 1,28 E Dio li benedì e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra….”.

La preformazione è una teoria settecentesca la quale, invece, sostiene che tanto nell’uovo quanto nello spermatozoo è già contenuto l’abbozzo dell’embrione.        

Della diatriba tra creazionisti ed evoluzionisti fa parte anche la datazione della Terra. Secondo un’interpretazione letterale della Bibbia [ 4] questa cronologia sarebbe collocabile a circa 6.000 anni fa. Le valutazioni scientifiche, invece, datano la comparsa della Terra in  milioni, se non miliardi di anni fa.

Ma anche su questo specifico punto non tutti gli esegeti bibblici sono d’accordo.

Tra loro vi è chi ritiene che i sei “giorni” della Creazione debbano intendersi, invece, come altrettante “ere” geologiche. In tal modo, almeno sulla data di origine della Terra, le due concezioni antagoniste   si avvicinerebbero di  molto.

Si deve tuttavia evidenziare che, con i metodi scientifici (ipotesi, riscontro, verifica, ripetibilità, ecc), nessun modello ipotetico potrà mai essere completamente verificato.

Circa le origini della terra, ad esempio, anche a riguardo della teoria del Big Bang, vi è ancora molto da scoprire e, soprattutto, da dimostrare.

Sul creazionismo,  e quindi sulla stessa esistenza di Dio, si innesta anche una angosciante riflessione di fondo.

Il Signore dell’Universo (Egli avrebbe creato “tutto”, non solo la Terra) è perfettamente Buono, perfettamente Giusto, nonché Onnipotente.

Ci si chiede, allora, perchè Egli permetta la violenza sui giusti, gli innocenti, gli indifesi? Violenza che si estrinseca con crudeltà “inumana” dell’uomo sull’uomo.

Perché Egli ha potuto permettere lo svolgersi del Male, concretizzatosi nella sua forma più esaltata con la Shoà, con l’uccisione di milioni di persone “colpevoli” solo di professare la Fede che Egli stesso aveva (ed ha) indicato di seguire?

Un Dio giusto, buono, ma soprattutto Onnipotente, come ha potuto permettere questa immane tragedia?

Varie ipotesi sono state avanzate in proposito. Si sono tirati in ballo “l’eclissi di Dio”,  “il silenzio di Dio”. Che significa tutto ciò ma, soprattutto, perché è potuta accadere una così immane tragedia?

Taluni ritengono di darsene motivazione affermando che Dio, con la creazione del mondo e dell’uomo, ha dato tutto, quindi più nulla ha da dare. Ha donato alle persone il libero arbitrio, la facoltà di scegliere tra il Bene ed il Male: adesso tocca all’uomo dare  a Dio.

Ma, se così fosse, ci si chiede quale significato possa avere allora la “preghiera”, caposaldo di tutte le religioni. Con essa ci si rivolge a Dio per “chiederGli” sempre qualcosa di buono, non di cattivo: un aiuto nella disgrazia, nel bisogno in ogni caso.

Ma se il Signore Iddio non risponde più, che significato può assumere la preghiera?

Non ci ricordano nulla Fatima, Lourdes, il Muro del Pianto, la Kaaba, l’aspettativa dei miracoli?

Vi è, per contro, chi sostiene che l’uomo non può darsi risposte a domande che attengono alla “imperscrutabilità del disegno divino“, alla volontà del Signore e del Suo Disegno che, a noi esseri mortali, ovviamente sfugge.

Bisogna, allora, solo sopportare il male.

Anche da parte di coloro che, su questa Terra, soffrono le pene dell’inferno? Ma per questo  è necessaria una Fede incrollabile, che non è alla portata di tutti i comuni esseri mortali.

Di certo (a prescindere, cioè, da quanto si crede) è che la vita dell’uomo è una sola, quella sulla Terra. La sopravvivenza dell’anima, la Salvezza eterna? Esistono solo per chi ci “crede”: non è  affatto alla portata dell’uomo dimostrarle.

Sia chiaro, queste sono solo semplici riflessioni.

Nulla esse hanno a che vedere con la dimostrazione (!?) dell’esistenza di Dio, che neppure la Scienza è in grado di fornire.

Termino queste sintetiche argomentazioni sul Creativismo rilevando (soggettivamente e, quindi, in modo opinabilissimo) che il creazionismo si basa sulla “credenza” che l’uomo (e con lui tutti gli esseri viventi) sia stato generato dal nulla per volontà di un solo Creatore: Dio.

Tuttavia, a mio avviso, non trovo nella Bibbia, e specificamente nel Genesi,  alcunché che contrasti in modo  violento le tesi dell’evoluzionsmo.

In esso si parla della Creazione, senza fare alcun cenno all’evoluzionismo. Ma neppure lo si rigetta. 

C’è un’ipotesi di evoluzionismo nello stesso feto all’interno del grembo materno, esiste un processo evolutivo durante la medesima vita dell’uomo (dalla nascita fino alla morte).

Appare comunque incontrovertibile che l’uomo, dalle sue origini fino ai giorni nostri, ha in ogni caso subito (per un motivo o per un altro) dei cambiamenti (pur presupponendo che l’essere umano si differenzi dalla “scimmia”).

Affrontiamo questo tema .

EVOLUZIONISMO

All’interno di queste note,  la mia analisi verterà esclusivamente sul “darwinismo”.

Infatti, con questo termine ci si intende, generalmente, riferire proprio all’evoluzionismo, del quale esso diviene indissolubile sinonimo.

Tuttavia, è giusto rilevare che a quest’ultimo termine sono associabili numerose altre teorie, sia precedenti sia susseguenti l’opera principale di Charles Darwin (naturalista inglese, 1809-82) “L’origine della specie”, pubblicata la prima volta il 24 novembre 1859.

Va, innanzitutto, rilevato che Darwin non era contrario al creazionismo in quanto tale.

Anzi, se si legge con attenzione tutta la sua enorme, documentatissima e veramente rivoluzionaria opera,  si può notare come egli sembri motivato da un superiore rispetto per la divinità, da una più austera concezione della stessa.

In proposito, egli scriveva:

C’è qualcosa di grandioso in questa idea della vita, con le sue infinite potenzialità, originariamente infuse dal creatore in pochissime o in una forma; e, mentre questo pianeta ha continuato a roteare seguendo le immutabili leggi di gravità, da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tutt’ora si evolvono” (il grassetto è mio).

Darwin contrastava la Creazione vista secondo l’interpretazione letterale della Bibbia e, in particolare, del libro della Genesi.

Darwin non affermava la necessità o probabilità di un intervento divino creatore né, per contro, ne dimostrava l’incompatibilità con la teoria dell’evoluzione.

Con la sua opera Darwin abbatte il “dogma” di una Natura sempre uguale a se stessa. Tutti, senza essere degli scienziati, possiamo verificare, infatti, come essa non sia tale.

E, se Dio fosse contrario ad un tale cambiamento, interverrebbe certamente per riportare le cose allo stato originale.

Il grande naturalista trovava meno doloroso credere che l’istinto crudele il quale garantisce la sopravvivenza di un piccolo parassita, l’icneumone (il quale introduce le uova nel corpo di altri insetti, che prima paralizza con il veleno [5]), si fosse evoluto per selezione naturale (termine omologo ad evoluzionismo n.d.r.), piuttosto che ritenere essere esso creato da Dio. Darwin scrisse al riguardo una lettera ad Asa Gray:

“Non posso credere che un dio benefico e onnipotente possa aver deliberatamente creato l’icneumone  con la precisa intenzione di farlo nutrire nel corpo vivo di bruchi”.

Una riflessione di carattere personale. Pare strano che un naturalista della levatura di Darwin si meravigliasse di un fatto come questo. E allora, per sopravvivere (e in quale ambiente!), che cosa fa la tenia?

Con riferimento all’animale, il quale è dotato di istinto solo per poter sopravvivere e riprodursi, e non ha affatto la capacità di distinguere il bene dal male, dovrebbe essere bandito tanto il termine “crudeltà”, quanto  “bontà”.

E ancora. Darwin rifiuta, in antitesi al creazionismo fissista, di vedere un inizio per ogni gruppo di specie vivente presente.

Ed è proprio qui che si “innesta” il suo concetto di selezione naturale, di evoluzionismo. Egli ritiene che solo da “poche” specie (comunque in qualche modo apparse sulla terra) si siano “prodotte” tutte le specie oggi presenti sul nostro pianeta. Darwin era convinto, cioè, che tutte le specie viventi discendessero da un unico antico progenitore comune. 

Considerava i ritrovamenti fossili di esseri viventi quale “prova” di specie ormai estinte.

Ma anche ciò non è “sempre” vero. Si ha notizia di “scoperte” di nuove specie marine fino a poco tempo fa del tutto sconosciute.

Sia la creazione dal nulla (tuttavia, vale la pena di rilevarlo, non è proprio questa la base su cui poggia il  Darwinismo), sia la teoria dell’evoluzione da un essere vivente semplice ad uno più complesso presentano varii  punti deboli.

Ad esempio, manca la spiegazione dell’anello di congiunzione più importante: come nasce lavita“? Questa “scintilla” fondamentale, mistero dei misteri, l’evoluzionismo la deve ancora dimostrare.

E’ la vita prodotta dal caso, dal nulla?

E’ facile asserirlo, estremamente difficoltoso (se non impossibile) dimostrarlo.  

Lo evidenzio non per contrastare la tesi evoluzionistica, ma per pura coerenza. Ho già, al proposito, esplicitato che neppure il Creazionismo è dimostrabile, secondo scienza e ragione.

Voglio comunque sottolineare che tutte queste argomentazioni non intendono dimostrare nella sostanza nulla che contrasti la teoria dell’evoluzionismo di Darwin.

Con esse ho voluto solo fare riflettere sul fatto che, come già più volte evidenziato, nulla di perfettamente certo viene ad appoggiare questa ipotesi (così come, neppure, quella creazionistica).

CONCLUSIONE

Con queste note ho inteso soltanto contribuire a far meditare su due concezioni fondamentali, che sollecitano in ogni persona le più importanti domande: chi siamo, perché ci siamo, dove andiamo?

Ho cercato di argomentare perché, a mio modo di vedere, tanto il Creazionismo quanto l’Evoluzionismo ( se qualcosa si evolve, rimane sempre da chiarire in che modo essa è stata “generata”) non possono essere supportati dal ragionamento o dalla scienza.

Si può solo credere o non credere, nell’uno o nell’altro.

Circa il credere nell’esistenza del Signore condivido, anche, quanto espresso efficacemente da un mio carissimo amico:

“E’ poi naturale che non si possa dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio; questo significherebbe poterLo mettere in provetta; e allora non sarebbe Dio”.

A riguardo, invece, delle teorie evoluzionistiche, non si può disconoscere il fatto che l’ambiente in cui tutti gli esseri viventi si trovano, si è notevolmente modificato da quando (qualunque ne sia il motivo) è sorta la Terra. L’inevitabile adattamento a queste variazioni si è certamente riflesso su quanti (uomini, animali, piante) in questo ambiente hanno vissuto.

E questo, comunque lo si chiami, è un processo di evoluzione, anche se rimane sempre da spiegare come nasce la “scintilla della vita”.

Quanto l’adattamento all’ambiente sia una realtà, è comprensibile anche in considerazione del fatto che, negli abissi oceanici, frequentemente si verificano eruzioni vulcaniche rapide e violente (fumarole) che portano ad elevare notevolmente la temperatura dell’acqua vicino alla “bocca” (circa 300 °C). Eppure, anche in prossimità della stessa esistono forme di vita di organismi superiori capaci di sopportare livelli termici di 80 °C ed oltre.

A mio avviso sarebbe, dunque, consigliabile non accettare mai alcunché in modo acritico, solo perché qualcuno l’ha detto (chiunque esso sia. Ricordate l’ipse dixit di Aristotele?).

Ancor peggio è far proprio un pensiero solo perché  la “gente lo dice”.

In maniera molto ma molto grossolana, si potrebbe dire che il Creazionismo si interessa della nascita dell’uomo per volontà di Dio: non tratta della sua evoluzione.

L’Evoluzionismo teorizza di come l’uomo (gli animali e le piante) sia cambiato a motivo del suo adattamento all’ambiente. Non si preoccupa  (in linea di principio) di come è stato “generato”.

Un “anello” di congiunzione tra le due teorie costituirebbe, forse, un’eresia?

L’evoluzione culturale, propria della persona, potrebbe certamente contribuire quantomeno a mitigare (se non non sradicare) la virulenza della polemica tra le due concezioni.  

BIBLIOGRAFIA

[1] H. Jonas – La domanda senza risposta- Il Melangolo, 2001

[2] Da: Religious Tolerance. Org – http://www.religioustolerance.org/

[3] Evoluzionismo e creazionismo- Terre del Sud- http://www.terredelsud.org/home.php  [4] La Bibbia concordata – Mondatori, 1968

[5] P. Omodeo- Creazionismo ed evoluzionismo- Laterza,1984

[6] C. Darwin – L’origine della specie- Editori riuniti, 1982

[7] Rizzoli Larousse – Enciclopedia generale illustrata- 1969

[8] Anism.it- La teoria dell’evoluzione di Darwin

 - http://www.anisn.it/scienza/evoluzione/la%20teoria.htm

Scritti correlati:

  • ATEI E CREDENTI
  • LA PAROLA AGLI ATEI
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Roma, ottobre 2007

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15 responses

4 11 2007
claudiodellavalle

Un lavoro eccellente, molto interessante e significante ed acuta l’osservazione sul rapporto inverso fra entropia ed evoluzione in base alle leggi della termodinamica! E’ una dimostrazione assoluta, a mio avviso, che nella vita opera qualcosa di più di una semplice legge di soggezione cieca delle cose inanimate, opera un Principio che edifica e costruisce senza sosta, che contrasta in ogni modo possibile la morte e la degradazione.

11 10 2008
alfonso

A proposito dell’argomento su tale questione,da fisico affermo che per me non ha alcun interesse discutere su una questione che giudico di lana caprina,che serve soltanto a dare la possibilità ai credenti di inserirsi nella discussione ed eventualmente cercare di conciliare fede e ragione.Tra fede e ragione non ci può essere il benchè minimo collegamento,per il semplice fatto che la fede è un atto demenziale della ragione,che vuole far credere in una possibile esistenza di un Dio,che in realtà, per la ragione, è pura invenzione dell’uomo,determinata dalla paura atavica del mistero della morte.Che teologi si affannino a cercare questa conciliazione assurda tra fede e ragione,allo scopo di far fare alla Chiesa, oggi in crisi,maggiori proseliti,citando il nome di fisici illustri ,che credono nel creazionismo,per dimostrare il collegamento tra fede e ragione,lo trovo penoso,anche se ammetto che possa essere giustificabile,visto la fragilità dell’uomo.Il grande Einstein non credeva in un Dio procacciatore di premi e castighi,ma riteneva che forse il più religioso tra gli uomini.è colui che guardando il cielo cerca di scoprire le verità.Le idiozie che scaturiscono dall’idea di un Dio creatore dell’universo,secondo il modello creazionista,sono tante che non val nemmeno la pena di discuterne.Concludo dicendo che l’idea di un Dio nasce in quelle persone che sono,detto in modo pittoresco alla napoletana,””fottute” dalla paura relativamente al mistero della vita e della morte.Tanto più lo sono quei scienziati che si mettono a discutuere di questa grande “boiata”che è la discussione tra evoluzionismo e creazionismo.Se qualcuno poi si volesse appellare al grande principio di indeterminazione di Heisenberg,per aprirsi una strada al creazionismo,gli dico che perde solo tempo,in quanto tale principio lo si puo applicare solo a problemi di natura scientifica e non alle pure fantasie dell’uomo.Allo stato attuale delle conoscenze, illustri scienziati,non scrittori di fantascienza,ipotizzano senza dimostrarlo,l’esistenza di un vuoto di tipo quantistico diverso dal cosidetto vuoto classico affetto forse da pregiudizio,cosi come lo era la cognizione delle spazio e del tempo prima di Einstein.Secondo questi scienziati,il vuoto assoluto non deve concepirsi come una scatola vuota da cui non si possa ricavare alcun oggetto,ma come un vuoto da cui ad un certo punto si sia prodotto una particella di dimensioni microscopiche che invece di apparire e poi sparire in conformità del principio di conservazione dell’energia,contravvenendo a questa specie di “simmetria”è esplosa dando origine al bin-bang e quindi all’universo.Spesso e volentieri le ipotesi vengono poi provate successivamente.Il giorno in cui,in laboratorio,si riuscisse a dimostrare che dal vuoto possa nascere una piccola energia,quel giorno sarà un giorno epocale,perchè toglierà ogni dubbio circa l’esistenza reale dell’universo,e sarà la morte di Dio.Alfonso

P.S.sono pronto a discutere perche io non parto da preconcetti.Ma in genere non ricevo risposta dato che si ha paura di coloro che si fanno guidare dalla ragione con intelligenza e senza pregiudizi

28 06 2009
Roberto

Concordo pienamente con te Alfonso. Sottolineo il fatto che, pur con lavori molto interessanti come quello che abbiamo appena letto, il dare al creazionismo la possibilità di confrontarsi direttamente con l’evoluzionismo è un errore madornale. Sono due cose inconciliabili. L’evoluzionismo può contenere “buchi”, può persino dimostrarsi tutto sbagliato domani ma almeno è nato dall’osservazione scientifica (o statistica?) del mondo. Il creazionismo si basa unicamente su libri di fantasie scritti molto tempo fa. Inoltre vorrei aggiungere una cosa: non è un dibattito tra atei e credenti come molti scrivono in giro per la rete; si può credere in qualcosa di superiore senza doversi piegare alle illusioni e ai doppi fini di chi una religione organizzata. Organizzata quindi amministrata da uomini con interessi solitamente molto poco spirituali.

29 06 2009
giacomokorn

Grazie, innanzitutto, per il commento.
Come anticipato nel mio scritto, non intendo entrare nel merito delle due concezioni.
Mi preme sottolineare solo quello che ho avuto modo di rilevare in uno dei miei tanti articoli (Atei e credenti): pressapoco quanto segue.
Le religioni (per la verità non tutte) PRETENDONO di “imporre” (spesso più nolenti che volenti) anche agli “altri” il loro CREDO.
I “non credenti” (termine non proprio) considerano con “estrema sufficienza” (degli IDIOTI), irridono addirittura, chi non la pensa come loro.
Dalle tue note (Alfonso) si evince proprio questo. Riporto:

…è un atto DEMENZIALE ….far credere in una possibile esistenza di Dio.

Le IDIOZIE che scaturiscono dall’idea di un Dio creatore….

Questo è quanto. Grazie comunque per il tuo intervento.

***********************************************
Grazie anche a Roberto, se non altro per quanto scrive:

Sottolineo il fatto che, pur con lavori molto interessanti come quello che abbiamo appena letto, …..

Ecco, con i miei scritti intendo solo far RIFLETTERE, ed è quanto ho riscontrato nei vostri due commenti.
Ad maiora

23 05 2010
roberto fiaschi

Capitandomi “tra le mani” questo testo di Alfonso, il men che se ne possa dire è che sia intriso di banalità e, come spesso capita a coloro che ragionano come lui, di insulti. Sarebbe bello capire quali siano le certezze da cui muove il Nostro, per poter definire con sicumera che “la fede è un atto demenziale della ragione,che vuole far credere in una possibile esistenza di un Dio,che in realtà, per la ragione, è pura invenzione dell’uomo,determinata dalla paura atavica del mistero della morte.”
Questo dogmatismo argomentativo smentisce ciò che Alfonso dichiara quando sentenzia “sono pronto a discutere perche io non parto da preconcetti”; bella questa! L’articolo di cui sopra è tutto un susseguirsi di preconcetti! Conclude poi trionfale : “Il giorno in cui,in laboratorio,si riuscisse a dimostrare che dal vuoto possa nascere una piccola energia,quel giorno sarà un giorno epocale,perchè toglierà ogni dubbio circa l’esistenza reale dell’universo,e sarà la morte di Dio”. Spassoso. Aspettiamo che Alfonso ci ragguagli circa l’esistenza di questo “vuoto”, la sua origine, il suo “perché”. Nel frattempo, mi diletterò a contemplare un altro vuoto, quello di certe teste presuntuose e dogmatiche.
Cordiali saluti,
roberto fiaschi

13 10 2008
claudio

Io sono credente e non ho “tanta paura della morte” come, piuttosto, degli uomini, di certi uomini; l’ho vista in faccia alcune volte e non mi ha spaventato. Mi sembra piuttosto che tu abbia paura di ipotizzare soltanto l’esistenza di Dio nei tuoi ragionamenti. Paura che crolli qualche mito o qualche bel castello? Se mi dici che la chiesa umana ha abusato e non è un testimone attendibile sono con te, ma Dio è cosa ben diversa. Perchè dovrei avere paura della morte se, come tu sostieni, tutto finisce con essa? Il dolore, la crisi del trapasso la subiscono sia i credenti che i non credenti, perfino gli animali; se dopo è il nulla: di cosa avremo paura, perché dovemmo averne, perché preoccuparci, chi mai se ne ricorderà del dolore di un attimo? E’ comunque curioso come uno studioso di fisica possa ammettere che l’uomo è l’unico soggetto in tutto l’universo le cui azioni non producono conseguenza alcuna, quando è risaputo che nulla lascia indifferente ciò che lo circonda anche dal mero punto di vista fisico-energetico. Comunque, se la fede è atto demenziale della ragione, dal tuo punto di vista, non mi dici nulla di nuovo perché è scritto chiaramente che la speranza di chi crede è pazzia per questo mondo. Una questione di punti di vista dunque. Io invece ritengo che la fede sia una superiore ragionevolezza dell’uomo interiore. In ogni caso se per ragione intendi la padronanza dei tuoi processi mentali, che avvenga senza che nulla interferisca al di fuori di quello che tu vuoi e predisponi (è questa una delle scomodità di Dio), un computer complesso, blindato ed evoluto quanto puoi immaginare è sicuramente migliore dell’uomo in questo poiché la tua mente corporea può essere influenzata anche solo da quello che hai mangiato oggi.
Non comprendo poi perchè affermare i propri principi con una intonazione sottilmente intimidatoria e generalmente sprezzante chi la pensa diversamente, che preclude fin dall’inizio qualsiasi possibilità di dialogo fruttifero. D’altro canto non è obbligatorio essere tutti credenti e l’errore della chiesa o delle chiese umane, secondo me, è proprio quello di aver voluto fare credenti per interesse, mentre invece avrebbero solo dovuto limitarsi a mettere a disposizione della ratio umana il valore di un Insegnamento puro credibilmente vissuto e testimoniato. Se una cosa non si ama e non si cerca, secondo me, è perchè quella cosa già non ci appartiene, ci è del tutto aliena, se poi si cerca di distruggerla allora vi è proprio un odio verso quella cosa. Ora, ognuno è libero di amare quel che vuole, ma poi non si lamenti se la sua scelta si rivelerà deludente le sue aspettative, non pretenda di evitare le conseguenze del suo agire su se stesso, scaricandole in groppa ad altri. Questo non sarà più possibile alla fine. Guarda poi che per ottenere la morte di Dio non serve un gran laboratorio, basta agire in contrasto con la sua Legge il più razionalmente possibile, scientemente. Alla fine è molto semplice per un uomo togliere di mezzo Dio da se stesso. Purtroppo però non siamo tutti dello stesso avviso e nella disponibilità assoluta dei “raziocinanti” ; spero che la cosa non turbi troppo il loro sonno.

Tanti auguri

9 04 2010
Ilaria

Buongiorno, chiedo scusa da subito se intervengo a 3 anni di distanza dalla pubblicazione di questo articolo. Sono capitata qui per caso, seguendo una serie di link e di ricerche sul tema “Creazionismo ed Evoluzionismo” e ho letto con molto piacere questo interessante intervento sull’argomento.
Apprezzo molto il tentativo di conciliare due visioni così diametralmente opposte sulla nascita della vita. Ma lo sono poi davvero? Io le considero semplicemente non correlate. Specialmente se consideriamo, come dovrebbe essere, l’evoluzionismo come una materia SCIENTIFICA… e come tale finalizzata ad identificare i meccanismi MATERIALI attraverso cui si realizzano determinati processi. Tutto ciò che esce da questo “seminato” e che comincia perciò a chiedersi “perchè” avvengano i fenomeni e se lo chieda in senso metafisico, beh, a mio modestissimo parere non è più scienza e non è più con essa confrontabile. Non perchè una o l’altra sia superiore, ma semplicemente perchè parlano linguaggi e usano metodi troppo diversi per riuscire a comprendersi, oltre al fatto che, ovviamente, hanno obiettivi completamente diversi.
Se poi consideriamo le derivazioni filosofiche della scienza e di una qualsiasi delle sue teorie, beh, a quel punto il discorso cambia.

Detto ciò… sono stata un po’ sorpresa, avendo letto anche la sua succinta biografia, di trovare alcune magagne scientifiche, specialmente per quanto riguarda la “contestazione termodinamica” della teoria evoluzionista.
La mia prima contestazione riguarda la prima legge della termodinamica: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. In che modo sarebbe contro all’evoluzionismo? Non mi risulta che esistano teorie scientifiche che postulino che la vita si sia originariamente formata dal niente…
E’ chiaro che tutte le teorie su come si sia formata originariamente la vita sono, appunto, per il momento, soltanto teorie e come tali vanno considerate, ma non credo di aver mai letto alcuno scritto scientifico che dicesse “In origine non c’era niente, poi comparve un batterio…”
Il meccanismo che ha portato dalla “palla di gas” al primo batterio non è chiaro e non è conosciuto e sono dell’opinione che non lo sarà per tutto il corso delle nostre vite, ma credo di poter dire tranquillamente che lo scopo della scienza sia anche scoprire questo meccanismo.
Lo stesso darwin non si pone nemmeno esattamente il problema.. lui parte quando la vita è già iniziata e, se non ricordo male (la mia lettura dell’Origine delle Specie risale ormai a una quindicina di anni fa… dovrei rinverdire un po’), non fa nemmeno ipotesi su come si sia formata in origine la vita…
In sostanza, l’argomento utilizzato “contro” l’evoluzionismo mi sembra più un argomento da utilizzare “contro” il creazionismo.

E riguardo alla seconda legge della termodinamica… chiedo scusa, ma qui c’è l’errore più grossolano dell’intero articolo… da quando in qua la Terra è un sistema isolato? Mi risulta che scambi un bel po’ di energia con l’esterno… mi risulta, soprattutto, che RICEVA molta energia dall’esterno, da quel coso giallo nel cielo chiamato sole….
E mi risulta anche che l’apporto di energia dall’esterno sia esattamente il fenomeno che consente il realizzarsi di processi che DIMINUISCONO l’entropia del sistema (un processo a caso? non so… il fatto che il nostro corpo è mediamente e costantemente 15 gradi più caldo dell’ambiente circostante…).
Il sistema chiuso o isolato è l’universo… non la Terra.. e infatti l’energia aggiunta alla terra che consente il mantenersi della vita (fenomeno essenzialmente anti-entropico) è energia che viene degradata da quella di più alto potenziale del sole, dove, infatti, l’entropia aumenta.
Ora, io non voglio dire che la seconda legge della termodinamica sia una dimostrazione dell’evoluzionismo, ma sicuramente non lo contrasta… :-)

29 09 2010
RUSSO Vincenzo

Tempo fa Stephen Hawking voleva poter conoscere la Mente di Dio. Per questo io gli dedicai il mio libro :”Il Tachione il dito di Dio”. Ora ha cambiato idea e dice che Dio non esiste. Il Cern ripropone l’eterna esistenza della materia. Io rispondo così:
COMMENTO ALL’ULTIMO ESPERIMENTO DEL CERN DI GINEVRA.
Ciò che è stato osservato al CERN di Ginevra ,consiste di un plasma di teorema geometrici e matematici, espressi in numeri cardinali .
Questi a loro volta sono costituiti da un gas di numeri ordinali, (la polvere di Cantor ” diviene “ frattali).
A proposito DUNQUE ,della presunta autosufficienza della materia ,affermata dopo gli ultimi esperimenti del CERN di GINEVRA.
Siamo semplicemente alle solite tesi ideologiche .
Non si tiene conto che l’energia applicata nell’esperimento del CERN è già esistente nell’universo . Quindi la materia non è affatto autosufficiente. Rimane vero semplicemente che nulla si crea e nulla si distrugge .
Rimane insoluto infatti ,quali sono le ragioni dell’esistenza dell’energia ? Perché c’è l’energia invece che il nulla ?
Per approfondire segnalo il sito: il Tachione il dito di Dio.
Nel sito http://www.webalice.it/iltachione si può leggere gratuitamente in rete la teoria unificata dell’universo fisico e mentale, secondo il pensiero sineterico.
La tesi fondamentale della teoria afferma che la gravità non è una qualità della materia ma una reazione astratta all’estensione angolare .
Pertanto le successive dimensioni spaziali “estendendosi” a partire dal punto mentale,alla retta ,al piano e ai volumi, determinano REAZIONE ANGOLARE GRAVITALE ,all’ipotesi immaginaria di estensione LAMBDA, nello spazio tempo.
Pertanto le ragioni invisibili delle apparenze fisiche ,sono astrazioni di teorema matematici.
Le apparenze fisiche visibili ai sensi sono simulazioni delle idee della teoria.
In pratica non ci sono fenomeni fisici ma solo rappresentazioni mentali dell’osservatore

26 10 2010
Anonimo

Applauso ad Ilaria !

29 10 2010
RUSSO Vincenzo

vittorio catani
Sono andato sul sito “Il Tachione…”
Teoria originale, ardita e che – ahimè – per mie carenze tecniche non sono in grado di comprendere appieno, come forse sarà per altri lettori.
Forse, se ci si pone il fine d’essere compresi da quanta più gente è possibile, un linguaggio meno specifico avrebbe giovato, sia pure a costo di qualche semplificazione.
Comunque: complimenti. Non è da tutti.
.RUSSO Vincenzo
Caro vittorio catani ,la teoria unificata deve correggere duemila anni di errori di filosofia ,che hanno influito sulla logica ,sulla matematica e sulla fisica. Ora per correggere tutto questo ,po,po di scienza travisata ,occorre una nuova semantica .Cioè si devono dare nuovi significati a parole ed espressioni in uso da secoli.Non che sia tanto difficile in se.Il difficile e rimuovere i pregiudizi stratificati nella cultura nota.Per esempio INFINITO oggi significa qualcosa d’immenso e magnifico. In realta è un numero e una qualità incompleta. Un numero non finito. Cioè non è un numero intero. Quindi non rappresenta grandezza ma incompletezza. Gli antichi della magna grecia usavano invece i due diversi termini limitato,(cioé completo),per esprimere grandezza e illimitato,(cioè incompleto), per definire la rarefazione dei numeri primi nel nulla. Va meglio?
PROVIAMO CON UNA NUOVA MAIL QUI DI SEGUITO.
LEGGETEMI PERO’ IN MODO ESTESO anche SUL MIO SITO, PER UNA COMPRENSIONE MIGLIORE.
SALUTI DA VINCENZO
Vi TRASMETTO UN’ALTRA MIA MAIL MOLTO DIFFUSA IN RETE.
risposte a BIOLOGI NEODARWINISTI e scienziati agnostici o atei.
RUSSO Vincenzo scrive:
ottobre 26, 2010 alle 12:16 pm
Tutte le teorie della scienza non sono conclusivamente galileane.
Altrimenti diventano leggi della natura e non sono più teorie.
Quindi le ragioni invisibili per essere ,sono molto più profonde delle cause visibili presunte ,e lo sono più importanti ,persino di quelle cause sperimentalmente verificate. Infatti ogni esperimento è vero solo fino a quando si ripete identico.
UN BRAVO DI SETTORE DUNQUE A RICHARD LEWONTIN biologo antievoluzionista.
La scienza è fede quanto la religione ,ma è difficile farlo ammettere. Eppure la teoria standard e la matematica stessa sono solo ipotesi ipotetico deduttive ,valide solo nel loro proprio sistema assiomatico. Vale a dire che sono incomplete o indecidibili. In pratica non sono false ,perchè sono ipotesi coerenti nel proprio sistema assiomatico. Con ciò non sono neanche vere però ,ma sono solo finte ed immaginarie costruzioni mentali. Le congetture non sono invece nemmeno costruibili e quindi sono false.
Allora il mondo visibile è una costruzione mentale, realizzata con teorema coerenti ma finti.
Per concludere .A quali giudizi si devono sottoporre i concetti sintetici ed analitici per trovare le leggi naturali galileane visibili ed invisibili? Ovvero come si trova anche il perché dell’esistere ?
RISPOSTA : Con il giudizio completo della logica sineterica. Vedi sul sito http://www.webalice.it/iltachione ,soprattutto al volume V : “il tempo e il pensiero”.

25 11 2010
RUSSO Vincenzo

Prove scientifiche dell’esistenza della Mente.
Commento di Russo Vincenzo su berlicche il cielo visto dal basso e su lettere al direttore del dottor Marco Biagini ,fisico del cern.
La risposta definitiva sull’origine della vita mentale nell’ Io , è ora disponibile, mediante l’avvenuta scoperta della teoria unificata dell’Universo fisico e mentale. Tutta la teoria è disponibile per la lettura gratuita in rete ,digitando per la ricerca del sito , semplicemente :” il tachione il dito di Dio”.
In breve detta teoria unificata dimostra che non esiste un universo fisico senza l’osservatore. Ciò significa che le ragioni delle cose e dei fenomeni visibili, sono ragioni matematiche invisibili . Ragioni che sono tutte incluse nella mente ,come un software in numeri continui ordinati in una lunghezza di Planck a 0 gradi K .
Gli effetti di queste ragioni invisibili , sono visti nell’hardware cervello con costruzioni in teorema di numeri immaginari cardinali,che sono i nostri sensi ,(ossia teorema quantizzati nell’intermittenza quantistica dello spazio tempo apparente).
La scienza galileana fino a Newton e Maxwel ha già corretto da secoli gli errori del dualismo platonico ed aristotelico,introducendo un pensiero sineterico coerente ,che da ragione delle cause e degli effetti visibili, secondo una transizione di ragioni orizzontali. Ora la teoria unificata applicando il pensiero sineterico anche alla transizione di fase verticale tra numeri visibili e numeri invisibili, ha riscontrato che l’esistente software mentale è la ragione vera di tutte le rappresentazioni dell’hardware fisico cerebrale.
Buona lettura su: http://www.webalice.it/iltachione .

15 01 2011
anonimo

Lei caro signor Russo non deve stare molto bene.Lascienza si basa su studi seri,differentemente dalla religione.Lei fa troppo casino.

16 01 2011
vincenzo russo

Lei sig. anonimo farebbe bene a farsi identificare col suo nome e con la sua professione, visto che sta peccando di giudizio temerario verso di me ,che non conosce affatto.
Comunque è proprio la scienza e specificatamente la meccanica quantistica ,che afferma da almeno 70/80 anni ,che non esiste Universo senza l’osservatore. La mia teoria unificata spiega infatti cosa ciò significhi e lo fa in termini di concetti e giudizi sineterici verticali,(non più solo cause ed effetti orizzontali visibili ,ma anche ragioni verticali invisibili e matematiche delle cose visibili apparenti).
Lei probabilmente è un ateo e un materialista accanito ,che nutre finalità ideologiche volte a negare quelle conclusioni scientifiche che dimostrano cose a Lei sgradite.
Purtroppo per Lei ,la scienza seria sta appurando già da un bel poco di tempo ,che la materia non esiste come fatto oggettivo fuori dalla mente. L’Universo intero è solo un pensiero olistico . Ovvero è una Mente che cogita e computa se stesso in continuazione e noi siamo a nostra volta delle menti ,che leggono in qubit le idee dell’Universo.
Mancava fino ad ora la teoria giusta per spiegare al mondo questi risultati sperimentali. Ora la mia teoria ha riempito questo vuoto e la realtà mentale matematica delle visioni apparenti materiali dei sensi è dimostrabile.
Ovviamente una vasta parte del mondo scientifico è ancora persa dietro una ricerca incompleta e indecidibile dei fenomeni osservati e continua a prendere fischi per fiaschi ,ritenendo che la materia esiste realmente.
invece tutto è pensiero e non esce in origine dal nulla assoluto ,ma proprio da quel nulla finto e indeterminato di Heisenberg.
Cosa è allora il nulla indeterminato di Heisenberg?
Un semplice + e – convenzionali ,inclusi come ipotesi matematiche immaginarie ,in una mente invisibile la cui sostanza sono i numeri continui ordinali, che si manifestano in numeri cardinali visibili sulla lavagna mentale.
Praticamente l’origine di tutto è una Mente in numeri continui ,che è sostanza software invisibile e che pensa in hardware cardinali .
Molti invece cercano ancora evoluzioni biologiche mai accadute .
Capisco quindi il disappunto e lo sconvolgimento di chi per la prima volta sente dire cose note nei laboratori avanzati ma non rivelate ancora dal mondo scientifico. Anche perché mancava fino alla mia teoria la semantica adatta per presentare questa sconvolgente scoperta.
Nei prossimi anni ciò avverrà fragorosamente ,opponendo gli scienziati galileani ai ricercatori empirici e tardo evoluzionisti.

3 05 2013
WILLIAM POLLOK

Mi scuso per l’intrusione, mi sono appena reso conto di essere in un sito di esperti e mi sento a disagio, tuttavia vorrei comunque condividere alcune mie umili considerazioni da profano. Per prima cosa è giusto che dichiari in tutta umiltà di non conoscere molto in campo scientifico, se non le basi, quanto in campo religioso. Ed ora ecco tutto.
Ho letto in un testo (purtroppo non ricordo quale) che le possibilità che la materia si organizzasse come oggi erano pari alle possibilità che ha oggi un gatto, correndo sulla tastiera di un computer, di comporre la Divina Commedia. Io sono un convinto evoluzionista, ma di fronte a questa affermazione mi risulta difficile non credere in una qualche volontà superiore che possa aver guidato ogni cosa dal principio. Ripeto, non sono uno scienziato, ma l’argomento mi affascina.
Inoltre vorrei aggiungere che ritengo che l’uomo abbia bisogno, generalmente parlando, di credere in un entità superiore. Lo dico in tutta sincerità: l’uomo ha bisogno di non sentirsi frutto del caso. Abbiamo visto come è finito il nostro mondo nel suo progressivo allontanarsi da Dio. Certo, e su questo ho discusso anche con alcuni miei amici, l’uomo ha bisogno, oltre a messaggi evangelici, anche di altri insegnamenti, tutti da far passare attraverso la mente, senza essere seguiti come farebbe un asino coi paraocchi. Ma sto divagando.
L’uomo deve riconoscere i propri limiti, almeno quanto lo deve fare la scienza. Questa non può negare Dio in nessun modo. Sottolinea, gli individui come Astolfo mi fanno molta paura, perchè le manie di onnipotenza umane sono pericolose (tutti abbiamo in mente “Frankenstein”, nel caso lo consiglio come lettura). La scienza ha fatto tante cose buone, ma deve riconoscere i propri limiti e non può permettersi di sostituire Dio.
L’evoluzione è un teoria con troppe prove per poter essere fasulla, i cristiani lo devono riconoscere, ma questo non deve inebriare gli scienziati, essi devono essere consapevoli dei propri limiti. Molte cose non le potranno mai spiegare e molte altre non le dovrebbero nemmeno provare.
La scienza ha fatto, fa e farà tante cose buone, ma non può credere di poter tutto, non può permetterselo.
Mi scuso ancora per la mia intromissione e vi auguro un buon proseguimento di diatriba. Perdonate la divagazione, ma si tratta di temi poco affrontati, ma interessanti e necessari.

30 06 2013
antonio

mi inserisco da ignorante e me ne scuso ; ho letto parecchio, da autodidatta ,ma so di non potermi confrontare con gli scritti precedenti, da cui si evince la preparazione dei redattori ; tuttavia, proprio il mio non essere al loro livello ( e quindi non essere anche emotivamente coinvolto con le rispettive opinioni ), mi permette di stare ” al di fuori del campo” e mi permetto così di esprimere l’ opinione di un non allineato .
a me sembra che l’ approccio creazionista, nell’ ambito delle numerose religioni, lasci comunque non esaurite diverse tematiche che sono essenzialmente la fede in uno o più esseri superiori a cui è dovuta la creazione e l’ impossibilità di dimostrarla ; d’altronde anche il puro e semplice evoluzionismo non mi ha mai convinto, visto l’ incredibile sovrabbondanza della vita sulla terra , dal più piccolo al più grande.. possibile si sia evoluto tutto dal caso ?.. stento molto a crederlo.
conclusione : resto ignorante e non conosco le risposte, ma vedo di essere in ottima compagnia, perché-non avendomi convinto né l’uno né l’altro partito -sono certo che nessuno dei grandi scienziati ed esperti ha le risposte , ma persegue soltanto nella via che si è prefisso all’ inizio e non farebbe mai una figuraccia ritrattando quello che a detto fino a quel momento , anche se avesse delle prove definitive. ineffabili poi gli insulti o le chiusure totali che ho letto…chi scrive qui dovrebbe conservare l’ educazione e esporre le proprie idee con correttezza, senza insultare.

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